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Grazie ad un contributo della Regione del Veneto (DGR n. 2792 del 29.12.2014), il progetto “Recupero della specie endemica Acipenser naccarii (storione cobice) nei corsi d’acqua regionali” continua con una nuova massiccia immissione di giovanili nei fiumi veneti.

Lo storione comune (Acipenser sturio), lo storione ladano o beluga (Huso huso) e lo storione cobice erano le tre specie di acipenseridi presenti nelle acque italiane, e soprattutto in quelle del Nord-Est.
Le tre specie, tutte a rischio di estinzione, sono protette a livello europeo dalla Direttiva Habitat e dalla legislazione nazionale e locale.

In particolare lo storione cobice (Acipenser naccarii) è specie endemica e limitata all’Adriatico e ai fiumi che vi sfociano: è quindi specie altamente esposta al rischio di estinzione. Le altre due specie, invece, ormai da noi scomparse, sono ancora presenti nelle acque europee e asiatiche grazie ad interventi di tutela e recupero.

Lo storione cobice è un pesce innocuo: può superare anche i 60 kg di peso e i 2 m di lunghezza. La bocca, rivolta verso il basso, è priva di denti; si nutre di piccoli invertebrati presenti nel sedimento che esplora con i 4 barbigli posti sul muso.

La pelle non possiede squame, ma file di scudi ossei che lo rendono riconoscibile da tutti gli altri pesci. Compie migrazioni dal mare ai fiumi per deporre le uova. Dopo la schiusa i giovani storioni rimangono negli ambienti fluviali per molto tempo. Può vivere qualche decina d’anni.